I MIEI LIBRI
QUALCOSA DI BUONO
Qualcosa di buono è il libro indispensabile per chi ama la cucina di casa, quella genuina di un tempo, fatta con pochi ingredienti e tanta sostanza. Zio Rapa ci guida, una ricetta dopo l’altra, in un viaggio tra i sapori delle nostre tradizioni: friselle e bruschette da fare al volo, pizza al tegamino che sembra arrivare dalla pizzeria sotto casa, torta dorata e rustici che profumano di forno acceso, carbonara di mamma e pasta alla zozzona per quando serve un abbraccio a scaldare la tavola.
Ci sono i grandi comfort food di ogni giorno – nidi di tagliatelle al forno, bucatini all’amatriciana, carciofi alla romana, polpette di zucchine e carote, pasticcio di verza al forno – e i secondi che fanno festa: polpette di gamberi e cocco, trippa alla milanese, uovo in crosta nel nido, fino al persico allo zafferano, al polpo alla gallega e al chili di carne e fagioli rossi.
Senza dimenticare i dolci della tradizione: bonèt piemontese, cantucci di Prato, sbrisolona, torrone… Ogni ricetta è spiegata in modo chiaro e diretto, come se Gabriele fosse lì, accanto ai fornelli, con la sua simpatia e il suo motto liberatorio: «Fate come volete». Perché la cucina, quella bella davvero, è alla portata di tutti: basta qualcosa di buono, il resto lo fate voi!
FATE COME VOLETE…
Non solo un libro di cucina.
Certo qui troverete le top ricette dei miei canali social e molti inediti ma anche la mia storia e alcuni pensieri anche intimi che vanno oltre la cucina; troverete la storia di alcune ricette, lo smantellamento di luoghi comuni culinari e piccole storie, aforismi, qualche nozione di tecnica di cucina e molte foto.
Nello scrivere il libro ho utilizzato lo stesso linguaggio “ruspante” che uso nei miei video, comprensibile da tutti. Lungi da me atteggiarmi da scrittore, da autore e da sapiente, io sono Gabriele, semplice e ruspante, e tale voglio restare. Il mio auspicio non è solo quello di insegnare delle ricette ma è quello di farvi compagnia, di farmi conoscere meglio, di coccolarvi.
RAPANELLI SI DIVENTA!
Siamo abituati a vedere nei vari programmi televisivi le cucine considerate come sacrari, luoghi dove lo chef regna sovrano in un regime militare. Oppure, al contrario, ci mostrano ambienti sporchi e malsani, dove domina la confusione.
Ma vogliamo davvero che i nostri figli crescano con la testa piena di queste “interferenze culinarie”? Insegniamogli cos’è la cucina italiana, senza dubbio la più apprezzata al mondo. Dobbiamo spiegare che la cucina nasce nelle famiglie, che i ristoranti “normali” hanno in cucina personale educato, laborioso e creativo.
Quello che resta sono le ricette vere, quelle che provengono dai nonni, dai genitori e che continueranno a essere tramandate per i prossimi secoli. La cucina è qualcosa di gentile. Le ricette subiscono le variazioni dei territori, gli ingredienti cambiano in base alle stagioni e ai luoghi, non in base alle mode.
Facciamo capire ai nostri figli che la cucina è il cuore della casa, il luogo più indicato per parlare, discutere e prendere decisioni. Per questo è importante anche cucinare insieme.